domenica 2 marzo 2014

RACCONTI: Anche lei si chiamava Maria


L’ho incontrata per la prima volta davanti al supermercato. 
Piccola di statura, lunghi capelli sale e pepe ed un età indefinita. Si teneva un po’ nascosta, tendeva la mano ma senza insistenza, quasi vergognandosi di aver bisogno di aiuto. 

Mi sono fermata a parlare con lei. Mi ha detto di chiamarsi Maria, come me, e di venire dalla Romania. 
Vedova e con i figli in giro per il mondo aveva deciso di venire in Italia con il fratello a cercar fortuna. 
Purtroppo non aveva trovato quell’Eldorado che la tv mostra falsamente e si era ridotta a chiedere aiuto così. Una persona gentile le aveva dato un posto per dormire in una casa che, però, doveva essere ristrutturata. Le mancava tutto.
Era dicembre e non faceva certo caldo!

Maria era infagottata in una giacca a vento nera che aveva visto tempi migliori. 
Nel supermercato ho trovato subito una coperta, alcuni indumenti e qualcosa da mangiare. Maria voleva baciarmi le mani per ringraziarmi ma io ,invece, ho stretto forte le sue e le ho promesso che ci saremmo viste ancora e che avrei pregato per lei. Anche lei, nel suo italiano stentato, mi aveva detto che avrebbe ricordato a Jesus me, mio marito e le nostre bambine.
Da quel giorno è nata una bella amicizia. Il nostro appuntamento era sempre lì, davanti al supermercato.

A poco a poco mi ha raccontato della sua vita, mi ha fatto vedere le foto dei suoi figli e io le ho fatto conoscere le mie bimbe.
Ogni sera, durante le preghiere mi rimproveravano se non mi ricordavo di nominarla assieme agli altri  : “Mamma, preghiamo anche per Maria  e per i suoi bambini”.
Poi per un periodo non l’ho più vista.

Sono passati alcuni mesi e l’ho ritrovata per strada. Ci siamo abbracciate come due vecchie amiche che non si vedono da tempo. Mi ha detto di essere tornata in Romania per curare il fratello ammalato e per cercare i suoi figli di cui non aveva più notizie. Per fortuna dopo molto girovagare, aveva saputo che erano andati in Spagna a cercare fortuna.

Maria non voleva continuare a chiedere la carità, voleva lavorare. Aveva provato presso una famiglia ma, dopo una settimana, le era stato dato il benservito e neanche un euro.
Amava la vita in campagna, era vissuta in mezzo agli animali e le sarebbe piaciuto poter lavorare in un’azienda agricola. Ma come fare? Restando in città non sarebbe certo riuscita a realizzare il suo sogno.
Tornata a casa mi chiedo cosa posso fare io per aiutarla. Apro il computer e cerco su internet offerte di lavoro in campo agrario: troppo dispersivo e troppo specializzato! 
Mi lambicco il cervello e la lampadina si accende. Accedo al sito delle Pagine gialle e trovo la schermata delle aziende agricole della provincia. Stampo fogli su fogli e comincio a telefonare. 
Non tutti sono gentili e disponibili; c’è anche chi è disposto a far lavorare solo gli italiani e chi dice che gli stranieri sono tutti ladri ma alla fine….. 
Dopo molte telefonate ecco finalmente la piccola azienda a conduzione familiare che è disposta a far provare Maria. Le darebbero vitto e alloggio oltre a metterla in regola.
Proprio quello che cercavamo! 

Corro a comunicarglielo nel nostro solito luogo di incontro. E’ felice ma titubante. La rassicuro e le dò i soldi del biglietto della corriera che la porterà a destinazione. 
Ci salutiamo con un abbraccio e un po’ di commozione.

E’ passato del tempo; non trovo più Maria davanti al supermercato ma la sento ogni tanto per telefono. E’ contenta! 
Finalmente, ha trovato quella serenità e sicurezza che era venuta a cercare tanto lontano da casa.


Spero vi sia piaciuta!
A presto con altre storie!!!

Maria





8 commenti:

  1. E' veramente bella e commovente questa storia.........! Non ci sono altre parole! :)

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    1. Grazie di cuore Angela.
      A presto con altre storie Maria

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  2. Complimenti sorella!!! La scrittura e il contenuto sono proprio avvincenti!

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  3. Grazie sorellona,
    detto dalla "prof" è un gran complimento!!!!
    Un abbraccio Maria

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  4. Ma che meraviglia, Maria! Quanta generosità! Che cuore!
    Più ti leggo e più ti ammiro.
    Senza parole.

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    1. Non merito queste lodi Federica.
      E' un racconto basato sulla realtà ma sempre un racconto.
      A Maria non ho trovato lavoro. E' tornata in Romania, dove, per fortuna sta un po' meglio.
      Ogni tanto ci sentiamo comunque.
      Un abbraccio Maria

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    2. Ok, non le hai trovato un lavoro. Ok, è un racconto.
      Però ti sei interessata a lei e, di questi tempi, mi pare una cosa comunque rara.
      Brava!

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    3. Grazie Federica.
      Le persone così mi fanno sempre una pena immensa!
      Penso sempre che se io fossi al loro posto mi piacerebbe trovare una mano amica.
      Spero di esserlo stata per lei.
      Un abbraccio e a presto Maria

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