Sabato per Francesca (detta Tati in famiglia) è stato un giorno molto importante: ha ricevuto la Santa Cresima.
La settimana scorsa la Parrocchia aveva organizzato un ritiro, al quale non potevamo partecipare.
Ho deciso, quindi, di fare un miniritiro tra di noi, in famiglia per vivere la Cresima come momento di fede e non solo come regali, cena con i parenti...
Ho girovagato un po' in internet e, organizzando il materiale trovato, ho preparato questo momento di riflessione che vi propongo.
Sotto all'icona della Madonna con Gesù bambino che ho in sala, ho preparato una candela, una bussola e un piattino con 5 semi di lenticchia.
AL BUIO:
Ci siamo resi conto di come al buio sia tutto più difficile. Non abbiamo punti di riferimento, non sappiamo come muoverci. Abbiamo acceso allora la candela sotto l'icona.
La nostra luce è la Fede, è quella che ci illumina la vita e rende possibile il viverla al meglio.
ALLA LUCE DELLA CANDELA:
Nella stanza in penombra ci siamo detti cosa significa la parola Cresima e cosa avrebbe significato riceverla.
E' stato un bellissimo momento di condivisione in cui è emerso che Cresima significa confermare, cioè dire sì, in modo consapevole e maturo, al proprio Battesimo. Abbiamo ricevuto la Fede come un piccolo seme (e, in quel momento, ho dato ad ognuno il semino di lenticchia) e ora sta a noi farlo fruttificare (abbiamo messo i semini sul cotone bagnato per farli fiorire).
Durante il Battesimo hanno risposto per noi i genitori ed i padrini, ora tocca a noi accrescere la nostra fede e farla fruttificare con l'aiuto dello Spirito Santo.
Per vivere la nostra vita al meglio abbiamo, però, bisogno di punti di riferimento. Abbiamo bisogno della bussola ( e in quel momento l'ho mostrata) che ci indica la Stella polare nel cielo della nostra vita : GESU' CRISTO.
A questo punto ho letto questa storia:
Il tesoro nella giungla
Nella giungla dell'America del Sud non è facile orientarsi. Ma si sapeva che, in un posto che nessun uomo aveva mai visto, nascosto tra il verde, c'era un tesoro che avrebbe fatto la fortuna di chiunque fosse riuscito a trovarlo. Molti avevano pensato di cercarlo. Ma solo da poco tempo si erano trovati elementi utili per individuarlo e appurarne l’esistenza. Si pensò di organizzare una spedizione. Anzi, quasi contemporaneamente, partirono dal campo base due esploratori, equipaggiati di tutto punto e decisi a trovare il tesoro per primi. Perciò la loro diventava una gara contro il tempo per chi arrivava primo a trovare il tesoro.
Partirono, ma ognuno conosceva solo il primo tratto di strada; poi avrebbe dovuto orientarsi da solo, o al massimo, in contatto radio con la base.
Uno dei due era un uomo molto esperto delle foreste, e si incamminò subito verso la direzione, che “a fiuto" , gli sembrava migliore, e che già conosceva, senza rimanere nemmeno in contatto con la base, via radio. Pensava che quei sapientoni che lavoravano solo a tavolino non gli sarebbero serviti a niente.
L'altro, invece, era un po' meno sicuro, ed esitava a scegliere una strada. Qualche luogo gli sembrava familiare, ma altri punti no, e soprattutto sapeva di non potercela fare da solo. Così si metteva spesso in contatto con la base per chiedere informazioni. Contemporaneamente dalla base era partito anche un elicottero che controllava la situazione dall'alto e forniva indicazioni sul territorio e sui percorsi più affidabili. Così, unendo la propria voglia di arrivare alla meta alle indicazioni precise che riceveva da chi lo aveva mandato, procedeva più lentamente, ma con maggiori indicazioni del suo avversario. In qualche punto gli veniva istintivo scegliere una certa strada, ma se dalla base lo informavano che conduceva a un sentiero interrotto, accettava le indicazioni e cambiava rotta. Si era cosi instaurato un clima di fiducia e di collaborazione, e il cammino procedeva bene.
L'altro esploratore aveva guadagnato un po' di tempo, ma aveva anche trovato degli imprevisti e, nella sua stoltezza, aveva addirittura abbandonato la radio per essere più leggero. Così ben presto si perse, e dovettero allestire delle squadre di soccorso per andarlo a cercare.
Non si sa se l’altro esploratore abbia alla fine trovato il tesoro, ma di certo non si è mai perso…
Il dono della Fede lo si trova se ci si fa aiutare anche dagli altri (famiglia, catechisti...) e non è un tesoro da conservare gelosamente ma è un dono da condividere con gli altri. La nostra Fede rende più luminoso il volto di Gesù, come la candela che abbiamo posto sotto l'icona.
Gesù è il nostro migliore amico e questo deve farci sprizzare di gioia: gioia che contagerà anche chi ci starà accanto.
A questo punto abbaino letto questa preghiera:
Preghiera comunitaria: “tu sei la mia luce”.
Signore, tu sei la mia luce;
senza di te cammino nelle tenebre,
senza di te non posso
neppure fare un passo,
senza di te non so dove vado,
sono un cieco
che pretende di guidare un altro cieco.
Se tu mi apri gli occhi, Signore,
io vedrò la tua luce,
i miei piedi cammineranno
nella via della vita.
Signore, se tu mi illuminerai
io potrò illuminare:
tu fai noi luce del mondo.
Ognuno di noi ha preso, poi, un foglietto dove ha scritto quali doni/talenti meravigliosi aveva ricevuto da Dio e che poteva mettere a servizio dei fratelli e li abbiamo condivisi. Ci siamo aiutati a riconoscere anche altri doni che avevamo e di cui non ci eravamo accorti.
Abbiamo concluso con la preghiera:
“Fammi vivere”.
Liberami, o Signore,
dalla
pigrizia che ho
e dalla
paura che mi prende,
dal
comodo compromesso
e dal
facile disimpegno.
Aiutami, o Signore,
ad essere
come non sono
e come
vorresti che io fossi.
Non
importa ciò che muore in me,
m’interessa
ciò che nasce
insieme a
te.
Aiutami, o Signore,
a
prendere sul serio il tempo,
a
rispettare la vita,
a
conservare l’amore;
ho
bisogno di te
per
vivere come tu vuoi.
Donami, o Signore,
la tua
forza per agire,
la
costanza dell’impegno,
la gioia
di una fede che cresce,
la
speranza
e
l’abbandono fiducioso
al tuo
amore.
Un grazie particolare a chi mi ha condiviso in internet questo materiale che ci ha permesso di vivere un momento molto intenso e ricco e ci ha aiutato a vivere nel modo migliore la giornata di sabato.
A presto Maria