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giovedì 13 marzo 2014

AFRICA: tre nuovi bimbi da operare

Oggi vi voglio parlare degli ultimi bambini che sono arrivati in Italia per essere operati al cuore. 

Per conoscere il progetto: BAMBINI CARDIOPATICI potete cliccare mio shop. Là troverete com'è nato, cosa facciamo e come poter dare una mano, se volete.

Dopo Diamantino (detto Tò) che è stato ospite a casa mia, e di cui Silvia vi aveva parlato qui, abbiamo portato in Italia altri 8 bambini. 

Gli ultimi sono stati Abulai, Felicio e Notacio.
Tre bimbi molto piccoli che,  al loro arrivo in ottobre,  avevano, rispettivamente 5, 7  e 9 mesi.

In aeroporto Abulai, il più piccolo, guarda tutti con i suoi grandi occhioni e sembra domandarsi dov’é finito.




Felicio piange per la stanchezza e la vista di tanti visi sconosciuti.





 Notacio, purtroppo, arriva con la febbre e quindi viene portato direttamente in ospedale per dei controlli.





Com’è capitato con Siaca (operato nel 2012), le lastre evidenziano delle macchie sui polmoni: si ipotizza anche questa volta la tubercolosi.
Viene isolato e comincia tutta una serie di esami per appurare la verità e poter decidere quale terapia seguire. 

Riduciamo i volontari per non mettere a rischio la salute di troppe persone e ci “bardiamo” con camice e mascherina per accudire il piccolo. Per fortuna, dopo un paio di giorni arriva il risultato degli esami: non si tratta di tubercolosi!
Notacio torna a casa della sua famiglia affidataria per seguire una cura che lo prepari all’intervento.

Nel frattempo Abulai e Felicio vengono in ospedale per gli esami del sangue, le lastre e tutto quello che serve per poter programmare al meglio gli interventi.

Dopo pochi giorni vengono ricoverati ed operati a distanza di un giorno l’un dall’altro.
Le operazioni vanno bene. Quando entriamo a vederli in terapia intensiva ci commuoviamo vedendoli così piccoli e indifesi, con tubi e tubicini che li collegano alle macchine.
Dopo un paio di giorni, però, vengono riportati in pediatria.


Grazie alla mobilitazione di ben una cinquantina di volontari, riusciamo a coprire ogni giorno le 24 ore di assistenza. Qualcuno è già esperto in cambi di pannolini e biberon ma per altri è tutta una novità. Le infermiere ci guardano un po’ dubbiose ma sono pazienti e aiutano i volontari quando serve.

Purtroppo, con le operazioni al cuore, non sempre fila tutto liscio. Felicio si riprende in fretta ma Abulai fa fatica a mangiare, è mogio e sembra soffrire molto appena lo si tocca. Decidono di nutrirlo tramite un sondino nel naso ma, spesso, vomita tutto il latte ingerito.



I medici cominciano ad essere preoccupati: è il bimbo più piccolo del reparto e anche quello che sta peggio. Un giorno, nel cambiarlo, ci accorgiamo di presenza di pus nella ferita. I cardiochirurghi decidono di ricoverarlo ancora in terapia intensiva e poi di riaprire lo sterno per pulire a fondo la ferita che si è infettata. Viene cambiata la terapia e, finalmente, si comincia a vedere qualche miglioramento.
Torna il sorriso sul suo viso e riprende a mangiare anche la pappa.
Dopo un mese di ospedale, finalmente, torna a casa della sua famiglia affidataria.


Nel frattempo, anche Notacio viene ricoverato. 
Il suo caso è più complesso, i cardiochirurghi devono impiantare un pacemaker.  
Lo tengono  in terapia intensiva più a lungo ma, a poco a poco, anche lui si riprende e dopo una ventina di giorni può tornare a casa.

La sua situazione, però, va tenuta maggiormente sotto controllo.
I medici hanno deciso che dovrà restare in Italia fino al mese di giugno.

A dicembre Abulai è tornato con la nostra famiglia in Guinea Bissau. L'abbiamo "consegnato" tra le braccia di sua mamma: sta bene ed è completamente guarito.






Felicio è rientrato, invece, a gennaio e ora vive sereno con la sua famiglia. Eccolo qui sotto con mamma e papà.




La lista dei bimbi da operare è ancora lunga, però. Vorremmo riuscire a portarne in Italia altri due entro l'estate, ma ... questa è un'altra "storia" di cui vi parlerò!

Se volete sapere qualcosa di più sul progetto, oppure avete voglia di dare una mano, cliccate  sul sito Kibinti Onlus e Voci e Volti Onlus.

Grazie e a presto Maria


4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Federica.
      Speriamo di riuscire a portare in Italia al più presto gli altri bimbi.
      Stanno preparando tutti i documenti in Guinea Bissau ma a volte queste cose sono molto lunghe.
      Un abbraccio Maria

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  2. Ciao Maria io non ti conosco ma ti ammiro per il tuo impegno!

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  3. Grazie Gianfranca.
    Una piccola goccia nell'oceano.
    Ma l'oceano non è fatto proprio di piccole gocce?
    Grazie per aver visitato il mio blog.
    A presto Maria

    RispondiElimina

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